Apprendo ora che anche lui è stato colto dalla sindrome del videogame. La cosa grave è che probabilmente non scriverà più, perlomeno libri.
In questa intervista, Niccolò Ammaniti afferma che il mondo dei videogames ormai è diventato così sofisticato che il videogame stesso è un particolare tipo di narrazione.
La prospettiva di scrivere "sceneggiature" per videogiochi, lo alletta abbastanza da fargli pensare di abbandonare la carta stampata.
D’altronde, Niccolò non è nuovo a questo genere di divagazioni. Dopo aver scritto radiodrammi, il suo lavoro migliore è stato, forse, la stesura della sceneggiatura del film di Salvatores basato sull’omonimo romanzo di Niccolò: Io non ho paura.
Considerando il tipo di narrazione e la sua fervida immaginazione, auspico un bel futuro per i videogiocatori, ma il piacere della carta stampata è tutt’altra cosa…





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