- Michele! Michele! Vieni, c’è la torta!- Nadia chiamava agitata il suo fratellino maggiore, troppo occupato ad intrattenere gli ospiti per vedere l’enorme massa succulenta di panna, crema e pan di spagna che era arrivata in tavola. Michele accorse e tutta la famiglia si radunò lì vicino. -Dai Michè, esprimi un desiderio! - disse zio Luca. Michele imbarazzato provò a pensare a qualcosa. Non ci riusciva, era timido e arrossiva al pensiero di doversi comportare ancora come un adolescente, ormai aveva 23 anni. - Su spegni le candeline ed esprimi un desiderio, altrimenti la cera cade sulla panna!- La voce di sua madre si fece imponente, così si decise e chiuse gli occhi, riempiendo d’ aria i polmoni… Una sposa percorreva il viale accanto la chiesa. L’ombra della torre pendente la precedeva mentre il battistero segnava la fine del suo percorso. I clic delle macchine fotografiche erano la voce dominante, mentre il brusio della gente echeggiava in sottofondo. Il tintinnio delle tazzine da caffè, indicava la strada da percorrere, soffocandosi lì dove un violino, una chitarra o una fisarmonica riempivano l’aria con le loro note. L’Arno, poco più in là, scorreva pacato, tranquillo lungo il suo percorso sempre uguale, mentre Garibaldi, dall’alto del suo piedistallo, guardava lungo il ponte. Più avanti, sotto la torre dell’orologio, un cantastorie recitava una poesia di Elizabeth Barrett Browning. Lei era lì, affianco a Michele, e lui la guardava stupito, sconcertato dalla bellezza dei suoi occhi color gianduia. Quella presenza al suo fianco lo rassicurava, lo metteva a suo agio. La guardava e tutto era secondario. Poco più tardi, un treno arrivato in ritardo ripartì… - Michele! Che ti sei addormentato? Dai che devo tagliarla!- Michele aprì gli occhi e sconcertato vide la faccia soddisfatta di zio Luca: -Vedrai che si avvererà..Buon compleanno!-
- Michele! Michele! Vieni, c’è la torta!- Nadia chiamava agitata il suo fratellino maggiore, troppo occupato ad intrattenere gli ospiti per vedere l’enorme massa succulenta di panna, crema e pan di spagna che era arrivata in tavola. Michele accorse e tutta la famiglia si radunò lì vicino. -Dai Michè, esprimi un desiderio! - disse zio Luca. Michele imbarazzato provò a pensare a qualcosa. Non ci riusciva, era timido e arrossiva al pensiero di doversi comportare ancora come un adolescente, ormai aveva 23 anni. - Su spegni le candeline ed esprimi un desiderio, altrimenti la cera cade sulla panna!- La voce di sua madre si fece imponente, così si decise e chiuse gli occhi, riempiendo d’ aria i polmoni… Una sposa percorreva il viale accanto la chiesa. L’ombra della torre pendente la precedeva mentre il battistero segnava la fine del suo percorso. I clic delle macchine fotografiche erano la voce dominante, mentre il brusio della gente echeggiava in sottofondo. Il tintinnio delle tazzine da caffè, indicava la strada da percorrere, soffocandosi lì dove un violino, una chitarra o una fisarmonica riempivano l’aria con le loro note. L’Arno, poco più in là, scorreva pacato, tranquillo lungo il suo percorso sempre uguale, mentre Garibaldi, dall’alto del suo piedistallo, guardava lungo il ponte. Più avanti, sotto la torre dell’orologio, un cantastorie recitava una poesia di Elizabeth Barrett Browning. Lei era lì, affianco a Michele, e lui la guardava stupito, sconcertato dalla bellezza dei suoi occhi color gianduia. Quella presenza al suo fianco lo rassicurava, lo metteva a suo agio. La guardava e tutto era secondario. Poco più tardi, un treno arrivato in ritardo ripartì… - Michele! Che ti sei addormentato? Dai che devo tagliarla!- Michele aprì gli occhi e sconcertato vide la faccia soddisfatta di zio Luca: -Vedrai che si avvererà..Buon compleanno!- 




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