Web Days - Part 3: Conclusione e Riflessioni
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Giornata conclusiva dei Web Days; ultimi interventi, ultime presenze…prime riflessioni post conferenze, primi dibattiti online.
Ho ascoltanto attentamente ciò che veniva detto, cercando di imparare quanto più possibile. Inutile dire che sono stati tre giorni di intenso interesse, un occasione x appendere soprattutto grazie agli interventi di chi vive per e grazie al web.
Oggi si sono visti, tra gli altri, Antonio Sofi, Tony Siino e Sergio Maistrello, tutti presentati e accompagnati da Andrea Toso.
La terza giornata è stata dedicata ai blog e ovviamente non potevo mancare, ma ho presenziato, come gli altri giorni, in silenzio, elaborando degli spunti presi un pò in giro.
Ora mi (e vi) faccio una domanda che mi girava per la testa in queste ore ed ha come oggetto proprio i blog. Cosa succederebbe se si creasse un quotidiano locale gratuitamente distribuito nelle stazioni o nei bar che vede al posto degli articoli classici, la presenza di post presi da urban blog?Credo che si creerebbe così una sorta di trasposizione cartacea del pensiero della gente stessa. Questo non significa modificare il concetto di blog, ma permettere anche a chi non ha la possibilità di accedere al mezzo, di conoscere quello che accede nella blogosfera e quindi di avvicinarsi ad essa. Chiamiamolo un ampliamento del concetto di aggregazione e folksonomy.
Derrick De Kerckhove, nella prefazione di "Blog Generation" di Giuseppe Granieri ha detto: ‘I weblog sono uno spazio per la riflessione condivisa’, sono assolutamente d’accordo con lui e penso che questo potrebbe diventare un modo per condividere davvero con tutti, nessun escluso, le proprie riflessioni.
Butto questa idea così..Ditemi cosa ne pensate.





La tua idea di fare un “porting” dei blog su giornale è molto interessante. In passato in qualche modo dei post sono stati pubblicati su carta. Riguardo alla tua proposta, però, si pone un problema dettato da ciò che lamentavo proprio a WebDays: i blog locali sono troppo pochi in Italia per fare massa critica e generare spill-over. Proviamo a spingere l’informazione locale?
Il problema principale è ovviamente quello del limitato numero di blogger in grado di fare massa critica, ma credo che ce ne siano abbastanza anche solo per fare una sorta di settimanale (perlomeno nei grossi centri, è chiaro)..insomma, l’idea è proprio quella di creare un prodotto che arriva alla gente nel modo più classico, in modo da far avvicinare ancora più persone alla blogosfera e facendogli capire direttamente cos’è, attraverso un mezzo che ormai non ha più problemi di accesso come accade ancora per la rete.
Sono convinto che questo creerebbe interesse o perlomeno curiosità, facendo salire esponenzialmente il numero di blogger.
Ovviamente. se l’informazione locale desse più risalto al fenomeno, non ce ne sarebbe bisogno..