A volte il fato sembra mettersi proprio contro. Ci sono momenti in cui non ne va bene una. Questo è uno di quelli. Per una serie di eventi che non sono dipesi da me (e che non vi sto qui a spiegare), mi sono ritrovato a dover dare un esame oggi, con una preparazione mediocre. Ho dovuto provarci per forza, di fretta, fattostà che il tutto non è servito, perchè l’esame non è stato superato e di conseguenza non potrò fare domanda il prossimo anno per la borsa di studio. Aver dato quest’anno 8 esami, nonostante il lavoro che mi ha portato per 6 mesi circa a stare attaccato ad una cuffia per 8 ore al giorno, mi consola poco. Ho sempre lavorato cercando di chiedere il meno possibile ai miei genitori, facendo ogni tipo di lavoro, dal più umile a quelli di scrivania. Nonostante tutto questo ora mi sento un peso. Uno straccio. Aver perso la possibilità di partecipare per il 4 anno alla borsa di studio, per quanto insufficiente a colmare le esigenze della vita in città, mi fa sentire un perdente. Non sono serviti a niente i 3 esami in 10 gorni con votazione superiore al 28, non sono servite a niente le notti a studiare appena tornato dal turno notturno a lavoro, non sono serviti a niente tutti i buoni propositi. Peggior sorte è capitata al mio amico e coinquilino Nicola, che è arrivato quest’anno da San Giovanni Rotondo per fare ingegneria meccatronica. In seguito all’ignoranza di chi gli ha dato informazioni in segreteria e a vicissitudini varie, ora si trova costretto a tornare a casa e lasciare Ivrea, perchè non può sostenere l’onere economico di una vita qui. Come se non bastasse, però, dovrà restituire 2000 euro per via del collegio universitario in cui siamo e per via della borsa di studio ottenuta a dicembre. Insomma, le disgrazie quando vengono non vengono mai da sole. A questo punto mi rendo conto che probabilmente è più fortunato di noi chi se ne frega, non si preoccupa degli altri, prende la vita con calma, non si cura se i propri genitori sono costretti a continue privazioni per lui. Viviamo davvero in un mondo di merda. Più passa il tempo e più me ne rendo conto. Scusate lo sfogo.
State leggendo il Blog di Giovanni Calia, discepolo di un manipolo di storici blogger della scuola torinese. Questo blog è attivo dal 2003 ed affronta temi legati allo sviluppo tecnologico, ai media sociali, al Digital Divide e al rapporto tra il mezzogiorno e i nuovi media come veicolo di sviluppo economico. Maggiori informazioni su di me le trovate qui.
mail: giovanni.calia [at] gmail.com
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Ti avevo detto che non avrei commentato…ma torno sui miei passi e scrivo. Io ho visto quanto ti sei dato da fare e so, perchè le poche volte che vengo all’universitàe ti vedo lì, quanto tempo dedichi allo studio e quanto ci tieni. Vedo quanto non vuoi raggiungere i crediti solo per avere la borsa di studio, ma ti applichi con passione a volte dando di più di quanto richiesto. Purtroppo capita di non venire ricompensati, ma sono convinta che come ti vediamo noi all’uni, a maggior ragione i tuoi sappiano gli sforzi che fai. Magari non ne sono consapevoli al massimo, ma sicuramente conoscono il tuo carattere e se tu dici di aver fatto il possibile sapranno che è la verità. Magari prendila come sfida dando loro ulteriori conferme che il loro denaro non è buttato al vento. E se ancora non ci credono..beh..dagli il mio numero di cellulare
In bocca al lupo…io mi metto a studiare che il 27 ho estetica! brrrrr!!!
Ti ringrazio delle belle parole, e ti faccio un in bocca al lupo per l’esame di estetica. Ci vedremo da settembre se Dio vuole, comunque vedrai che il prof. Salza saràclemente, sopratutto se capiràquanti sforzi fai anche tu per essere lì e per dimostrare a te stessa prima di chiunque altro quanto vali. Ciao Simo.