
Il 2 di luglio si consuma, ormai da seicentosedici anni, la festa materana per eccellenza, la festa della santa protettrice della citta’: la madonna della Bruna.
Una festa particolarissima, che di anno in anno riesce a stupire sempre piu’. Quest’anno piu’ di centomila persone erano in piazza ad attendere l’arrivo del carro trionfale, oltre 100 i cavalieri che lo scortavano, insieme a centinaia di luminarie sparse per la città .
Un’evento atteso da molti durante tutto il corso dell’anno, che richiede anche una particolare preparazione, dato che ogni anno il carro di cartapesta viene ricostruito da zero.
Nella festa, giunta alla 616/a edizione, si intrecciano motivi sacri e profani, storia e leggenda, che costituiscono motivi di interesse per i turisti e un forte richiamo per i materani, che considerano indissolubile il legame tra la città e la Madonna della Bruna.
La festa ha origini antiche, che risalgono alla istituzione nel 1380 della ricorrenza liturgica della Visitazione, voluta proprio il 2 luglio da papa Urbano sesto, Bartolomeo Prignano, già vescovo di Matera. Accanto alla storia è la leggenda, che narra della visione di un contadino, che avrebbe incontrato una bella signora (la Madonna della Bruna) alle porte della città . Prima di scomparire la Vergine avrebbe espresso il desiderio di venire a Matera, ricevuta con tutti gli onori.
Da qui l’ allestimento di un carro trionfale tirato da quattro coppie di muli con l’ ingresso in città in pompa magna, in presenza del clero e di un gruppo di armigeri, antesignani dei Cavalieri della Madonna della Bruna. Quest’ anno sono 106 i cavalieri in costume d’ epoca, guidati dal generale Angelo Raffaele Tataranni, che partecipano alla scorta del carro trionfale e alla processione per la festa del 2 luglio.
Il 2 luglio a brillare non solo solo i cavalieri, le luminarie, la fede per la Madonna e le immagini sacre disegnate dai madonnari sul selciato di via XX Settembre. L’ attesa è anche per il carro realizzato dall’ artista Michelangelo Pentasuglia sul tema «L’ Eucaristia, La Madonna e la Comunione». Il manufatto e’ stato distrutto nella tarda serata in piazza Vittorio Veneto dopo aver eseguito su piazza Duomo «i tre giri» che simboleggiano il possesso della Protettrice sulla città . L’ assalto e la distruzione del carro non è un atto di vandalismo come potrebbe sembrare a quanti assistono per la prima volta alla festa. La distruzione prevede questo «passaggio obbligato» perchè se ne costruisca uno nuovo e più bello, come le messi che il contadino si attende per la nuova annata agraria dopo l’ incendio delle stoppie. Un’ attesa che è legata a bisogni materiali e spirituali, che crea nuove attese dopo la conclusione dei festeggiamenti intorno alla mezzanotte con uno spettacolo di fuochi pirotecnici, che illumina i Sassi e il Parco rupestre.
Per quelli che non fossero riusciti a vedere la festa dal vivo e non fossero neanche riusciti a vederla in TV (oltre alle TV locali Trm e Canale 2 andrà in onda un servizio su Raidue «La vita in diretta», sul Tgr Basilicata e Puglia Channell, Telenorba, Antenna sud ), si puo’ rimediare attraverso dei video trasmessi in streaming visualizzabili con Real Player: video 1 - video 2 - video 3 - video 4 - video 5 - video 6 - video 7 - video 8 - video 9 - video 10
Per tutti gli altri che sono curiosi di vedere la città dal satellite(ma non si tratta solo della città di matera) ho trovato un bel sito che può rendervi felici. Da provare.





Io quest’anno, penso per la prima volta, ero lì, in quella bolgia di gente ad assistere allo sfascio dal vivo. Personalmente ho sempre mal sopportato la folla, quindi preferisco assistere alla rottura del carro di fronte alla tv, ma quest’anno ho accompagnato un amico pugliese al quale lo schermo televisivo, giustamente, non bastava.
Senza dubbio è stato emozionante e molto bello, ma per qualche anno tornerò alla vecchia, cara TRM: la calca è veramente eccessiva.